Da settembre a dicembre, oltre 30 artisti da 12 Paesi ridisegnano le geografie della Sicilia: dallo storico quartiere catanese di San Berillo fino alle Madonie, il festival intercetta ferite, memorie e assenze attraverso la danza e la drammaturgia contemporanea.

CATANIA e PETRALIA SOTTANA (PA) – Rifiutare i palcoscenici blasonati per infilarsi dove i linguaggi della ricerca raramente trovano spazio o dove serve riallacciare fili spezzati: nasce con questa vocazione Riflessi d’Autunno, il programma autunnale del progetto Teatri Riflessi 2026, ideato e realizzato da IterCulture APS con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana (Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo) e del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. Dal 18 settembre al 12 dicembre, più di trenta artisti provenienti da dodici Paesi disegnano una rotta che unisce l’area etneo-jonica alle alture delle Madonie. Più che un cartellone di eventi sparsi, si tratta della parte emersa di un lavoro di semina che dura tutto l’anno: un programma che trasforma lo storico quartiere di San Berillo a Catania, grazie alla partnership con la Cooperativa Sociale di Comunità Trame Di Quartiere, e il borgo di Petralia Sottana in presidi culturali in divenire, spazi di confronto continuativo capaci di offrire agli artisti l’urgenza viva della realtà e ai residenti l’accesso diretto a linguaggi troppo spesso considerati elitari.

Il percorso si apre venerdì 18 settembre con un’anteprima alla Biblioteca Navarria Crifò di Catania. In FORTUNA FORTUNAE – I wish you well, mostra d’arte contemporanea con happening curata da Danila Narcisi, opere visive, musica e corpo dialogano con l’imprevedibilità del presente, interrogando il valore della cura e dell’intenzione nei rapporti umani. Da questo primo passo, il progetto sposta il proprio baricentro tra le strade di San Berillo, consolidando l’alleanza con Trame di Quartiere per costruire ponti tangibili tra il dentro e il fuori.

Sabato 26 settembre il quartiere si attraversa a piedi in una sequenza di visioni: alle 18:00 in Piazza Turi Ferro va in scena Loopbox di Mattia Quintavalle sly / Boombox Squad, creazione vincitrice di Danza Urbana XL (azione del Network Anticorpi XL) che fa incontrare la ripetizione ciclica dell’hip hop con la partecipazione attiva della piazza, anticipando la masterclass del giorno seguente. La sede di Trame di Quartiere ospita dalle 18:45 il VR Dance Corner a 360° curato con ZED Festival e dalle 20:00 uno degli appuntamenti più necessari del programma con la proiezione di Sarkha, film di danza dell’artista palestinese Jumana Dabis in collaborazione con la rete Solidarity in Motion. Attraverso i corpi di donne e bambine tra Gaza, Cisgiordania e Il Cairo, la danza apre uno spazio per ritrovarsi ed

esistere al di sopra della distruzione; la visione è accompagnata da un talk online con l’artista e da un aperitivo solidale, prima di lasciare spazio, dalle 21:45 da Stravento, alla videodanza del contest La Danza in 1 Minuto (COORPI) e al DJ set ispirato alla cultura Black e Street di Boombox Squad.

Gli incontri a San Berillo si rinnovano sabato 24 ottobre a partire da Piazza Falcone con PERSPECTIVA San Berillo di AZIONIfuoriPOSTO, evento co-organizzato con Trame di Quartiere e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Dopo aver abitato e ascoltato il quartiere, i performer trasformeranno prospettive intime e memorie degli abitanti in un corpo a corpo a cielo aperto, sintonizzato su interviste e stimoli musicali che fanno parte dell’anima del quartiere e saranno trasmessi dalla radio indipendente Stravento.

Sabato 14 novembre Nous disons au revoir della coreografa francese Clara Delorme crea una partitura coreografica che a partire dal potere rituale del pianto corale porta in scena la comunità stessa. L’azione sigilla un’intesa coltivata nel tempo, essendo stata la Comunità Comizi (assemblea di cittadini e cittadine del territorio) a scegliere l’artista per richiamarla sull’isola e costruire insieme l’opera in un’azione di curatela condivisa che rivelerà presto il luogo scelto nell’hinterland catanese.

Il cammino riparte poi verso le Madonie, radicandosi a Petralia Sottana per dare sostanza a un polo di ricerca nato attraverso INNESTI, il percorso di residenze per Artisti nei Territori che sostiene la ricerca contemporanea mettendola a stretto contatto con i luoghi e le comunità locali.

Domenica 22 novembre, nella Sala Consiliare di Petralia, Federico Mattioli apre al pubblico il processo di creazione di Grandmother Tongue, indagine scenica che fa della demenza senile la metafora per raccontare la morte delle lingue minoritarie e la cancellazione della memoria orale, attingendo a un archivio di voci raccolte nel mondo. Il ciclo si chiude sabato 12 dicembre all’ExMa di Petralia Sottana con un doppio sguardo: l’ironia di Me and my clothes dell’artista ungherese Alex Miklosy, assolo su musica barocca dal vivo che mette alla gogna la nostra dipendenza dai vestiti e il relativo impatto ecologico, e Macondo a Petralia – Manuale per tradire la comunità di Valeria La Bua in cui la drammaturga raccoglie storie locali per vedere se il paese di García Márquez può prendere vita tra le Madonie, muovendosi tra fedeltà e appropriazione.

Tutti gli appuntamenti, a ingresso gratuito, compongono una trama che sceglie la via della sperimentazione, accettando il rischio e la sfida di far parlare i linguaggi di ricerca al pubblico. Lontana dall’idea di un’arte dal vivo intesa come intrattenimento, la programmazione evita scorciatoie per andare a scovare ferite aperte, mancanze e sparizioni e farsi punto d’appoggio concreto per costruire assieme, ribadendo che l’arte non può sottrarsi alle urgenze del presente.

Riflessi d’Autunno è organizzato dall’associazione culturale IterCulture APS, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Siciliana (Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo), in collaborazione con il Comune di Petralia Sottana e Trame di Quartiere Cooperativa sociale di comunità. L’evento del 24 ottobre è realizzato nell’ambito del progetto “Spazi creativi di Narrazione: verso un Centro Culturale di Comunità” sostenuto dal Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il festival autunnale è parte del progetto annuale Teatri Riflessi per il quale si ringrazia il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.

Ufficio Stampa Caterina Andò

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