SANTA TERESA DI RIVA – Un’opera che parla di memoria, consapevolezza e speranza. È stato inaugurato oggi, presso Villa Ragno, il Muro delle Bambole, installazione artistica e sociale contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa, promossa dall’associazione fondata da Jo Squillo, in collaborazione con Al Tuo Fianco Onlus, ha riunito istituzioni, associazioni, cittadini e rappresentanti del mondo accademico in un momento di forte valore civile, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo.

Tra gli interventi più significativi quello di Jo Squillo, che ha rivolto un forte appello sul ruolo del volontariato nel sostegno alle donne vittime di violenza. L’artista ha sottolineato come, troppo spesso, le donne e le loro famiglie riescano a costruirsi una seconda possibilità di vita soprattutto grazie all’impegno quotidiano delle associazioni e dei volontari, evidenziando come le istituzioni siano ancora troppo poco presenti nelle fasi successive alla denuncia e nel lungo percorso di rinascita che segue la violenza.

Particolarmente toccante anche l’intervento della presidente di Al Tuo Fianco Onlus, Cettina La Torre, che ha portato il saluto della mamma di Sara Campanella, ricordando con commozione le giovani donne della provincia di Messina uccise per mano di un uomo. Un ricordo che ha trasformato la cerimonia in un momento di riflessione collettiva, nel segno della memoria e dell’impegno.

Di grande impatto anche il messaggio lanciato dalla Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Messina Giovanna Spatari, che ha rivolto un appello ai genitori e agli adulti presenti: «Ascoltate i segnali dei vostri figli», sottolineando come il dialogo, l’ascolto e la vicinanza rappresentino strumenti fondamentali per prevenire situazioni di violenza e disagio.

Dopo lo svelamento dell’opera si è vissuto un intenso momento di raccoglimento con una preghiera condivisa. A seguire, il Muro delle Bambole è stato completato dalle giovani ragazze presenti e da tante bambine che, una dopo l’altra, hanno agganciato la propria bambola all’installazione. Un gesto semplice ma profondamente simbolico, che ha emozionato i partecipanti e trasformato il monumento in un’opera collettiva, costruita dalla comunità.

Con il Muro delle Bambole, Santa Teresa di Riva consegna alla comunità non solo un’opera artistica, ma un simbolo permanente di memoria, responsabilità e speranza. Un luogo destinato a ricordare le vittime di femminicidio e a lanciare un messaggio chiaro alle nuove generazioni: la violenza si combatte ogni giorno attraverso il rispetto, l’educazione e la capacità di ascoltare. Perché ogni bambola appesa a quel muro racconta una storia che non deve essere dimenticata e rappresenta l’impegno di un’intera comunità a dire, con forza, mai più.

Per Radio Empire 

Carolina Foti